Barriera paramassi da 250KJ certificata
Questa tipologia di barriera paramassi è utilizzata per arrestare blocchi di piccole dimensioni in caduta dal versante che sviluppano una energia cinetica all’impatto fino a 250 kJ. E’ una barriera da utilizzare per intercettare blocchi di piccole dimensioni e materiale detritico che si forma su versanti di limitata altezza a seguito di dilavamenti superficiali o disgregazione delle rocce che li compongono; inoltre, date le sue ridotte dimensioni in altezza e larghezza è adatta ad un uso a bordo della sede stradale anche quando gli spazi a disposizione sono molto limitati o quando si rende necessario il posizionamento sopra un piccolo cordolo di un muro di contenimento. E’ composta da montanti in acciaio saldati alla piastra di base e posti ad un interasse di 5 m; i montanti sono provvisti di una putrella inclinata a 45° sull’orizzontale, la quale ha la possibilità di ruotare nella direzione monte-valle; la putrella è mantenuta nella posizione di riposo da un puntone costituito da un tubo in alluminio; al momento dell’impatto, la compressione (controllata da apposite guide) del tubo in alluminio permette la dissipazione delle forze che si sono sviluppate senza dover ricorrere agli ancoraggi di monte; la struttura di intercettazione è formata da rete in fune a trefoli; la struttura è munita di sistemi frenanti collegati alle fondazioni che permettono l’assorbimento graduale dell’energia posseduta dalle masse impattanti attraverso una progressiva deformazione della struttura. La barriera paramassi è stata sottoposta a “crash test” in vera grandezza su campo a caduta verticale atto a verificarne le caratteristiche comportamentali e ha bloccato un masso animato da una velocità superiore a 25 m/s, per una energia di impatto superiore a 250 kJ. Il certificato ufficiale della prova è stato emesso dal Politecnico di Torino.
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